Il Ministro della Salute e la Susi.

21 marzo 2020

Il Decreto Ministeriale tra vaghezza ed enigmistica.

Il decreto di ieri 20 marzo del Ministro della Salute, a parte la contrarietà alla riserva di legge costituzionale, risente della fretta con la quale si cerca in qualsiasi modo di far fronte all’emergenza sanitaria. Due punti interessa qui richiamare.

Il primo punto è quello che consente di svolgere attività motoria “in prossimità” della propria abitazione. Qual è la definizione della prossimità? Sono i 200 metri di Zaia? Oppure deve avere lo stesso significato dell’agente di prossimità, e quindi estendersi all’intero quartiere che comprende l’abitazione? Il fatto è che i provvedimenti che poi si vuole siano assistiti da sanzione penale (art. 650 c.p.) devono rispettare il principio di legalità il cui corollario è il principio di determinatezza della fattispecie, l’uno e l’altro del tutto trascurati da ques’ultimo decreto.

Il secondo punto riguarda gli spostamenti verso le abitazioni diverse da quelle principali. Dire che non sono consentiti nei giorni festivi e prefestivi e nemmeno nei giorni che immediatamente precedono o seguono quelli impone un certo sforzo intellettivo da Quesito con la Susi. Sorprende poi che il divieto posto per quegli enigmatici giorni, finisca con il rendere al contrario lecito negli altri giorni lo spostamento verso abitazioni diverse da quelle principali. Quali le seconde case di vacanza. Ma non vi era il divieto di spostamento sempre se non per ragioni determinate ed eccezionali?

Speriamo che la breve vigenza di questo decreto porti poi a provvedimenti più chiari e coerenti.

 

 

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